Il Progetto VALXVAL, valorizzando i docenti, contribuisce a creare una comunità che sappia mettere in campo tutta l’energia e la passione che deve contraddistinguere questa categoria di professionisti.
Sappiamo che un buon insegnamento è decisamente importante per il miglioramento dei risultati degli studenti, sono invece poco chiari i fattori che rendono buono un insegnamento.
Dan Goldhaber, in “ Il mistero del buon insegnamento”, insiste sui fattori esplicativi dell’effetto degli insegnanti sugli studenti; quelli inosservabili - entusiasmo, autostima, passione, talento, capacità di trasmettere conoscenze e competenze, attenzione alle attitudini - incidono, secondo i suoi studi, per il 97%, mentre quelli osservabili - tipo di istruzione, specializzazione, anni di esperienza, certificazioni conseguite - incidono solo per il 3%.
Risulta evidente la responsabilità assegnata ai docenti, pertanto l’organizzazione scolastica deve dare molta forza e identità alle persone dentro le istituzioni; nei decenni passati noi abbiamo vissuto anche un tempo di omologazione, non era contemplata la valorizzazione delle persone. È successo un po’ quello che succedeva tra gli studenti, la scuola era vista come un’entità in cui nessuna personalità doveva emergere, anzi per certi versi alcune personalità, in qualche modo, venivano contenute. In una scuola che si qualifica come istituzione per l'apprendimento, le risorse umane costituiscono un capitale di grande valore, determinante per i suoi fini istituzionali.
In Ogliastra c’è un gruppo di docenti competenti, ricchi di energia e di entusiasmo, si tratta proprio di valorizzarli e di aiutarli ad essere punta trainante rispetto agli altri colleghi; perché è chiaro che all’interno della scuola poi ci sono varie tipologie di docenti, senza togliere dignità e comprensione per tutte le situazioni, però diciamo che è
strategico fare riferimento a un gruppo trainante.
Compito del Progetto VALXVAL è anche quello di:
- Valorizzare i docenti offrendo l’opportunità di lavorare insieme in vista di un bene comune, incoraggiando decisioni libere e allo stesso tempo esigenti sul piano dell’impegno.
- Trovare strategie rivolte alla valorizzazione della persona in un processo di formazione continua come riadeguamento. professionale all’innovazione.
- Promuovere competenze a creare delle risorse esperte nel territorio.
Compito essenziale per il supporto alle scuole, è quello di consolidare competenze in sede territoriale e garantire delle professionalità utili anche ad altre realtà scolastiche. Questo significa che il progresso delle singole scuole non si dà se non migliora l’intero sistema; le scuole dovrebbero lavorare in collaborazione, integrando le loro energie; il Progetto è attento anche a questo aspetto collaborando e consolidando la Rete delle scuole dell’Ogliastra di recente costituzione.
Il Progetto VALXVAL sta mettendo in campo azioni che facciano uscire il dibattito, sulla dispersione scolastica e sulla valutazione, dalla dimensione delle affermazioni di senso comune con una ricerca/azione centrata sulla figura del docente riflessivo e sulla centralità del rinnovamento metodologico/didattico e di innovazione dei contenuti.
Inoltre, attribuisce grande rilevanza al ruolo e alle azioni dei dirigenti che, a loro volta, devono perseguire la finalità del miglioramento con il massimo dell’energia, infondere dentro e fuori la scuola la convinzione che tutti i ragazzi possono raggiungere buoni livelli di apprendimento.
Questo asse prioritario è sorretto dalla collaborazione tra Scuola e Provincia per interagire con le altre strutture/azioni del territorio: Osservatorio, Reti di scuole per attivare relazioni cooperative; Patti Territoriali per un ruolo attivo nelle relazioni con attori esterni.
La formazione ha lasciato poco spazio alla lezione frontale, indispensabile durante gli incontri con l’esperto di statistica; per il resto è stata privilegiata la formazione in situazione degli otto gruppi in laboratori operativi finalizzati alla creazione degli item.
I docenti referenti e disciplinaristi, hanno svolto oltre cinquanta ore di attività nei laboratori provinciali, perlopiù senza compensi aggiuntivi.
Dalla prima fase di raccolta, in ciascuna scuola, di elenchi di argomenti compresi nel programma, alla successiva formulazione, da parte di ciascuno, di tre /quattro item per ciascun argomento prescelto, con differente livello di difficoltà, fino alla prima selezione delle batterie da validare, abbiamo vissuto, per alcuni mesi, in un clima di eccitante fermento culturale.
Perché ragionare su circa 120 item raccolti per ogni disciplina per le classi prescelte in ogni ordine di scuola per arrivare, attraverso la selezione ragionata, a un massimo di 50 per batteria utili per il pretest, seguendo i criteri indicati dell’esperto, ha significato condividere gli indicatori di valutazione per pervenire al risultato prefissato e soprattutto trovare un accordo con i colleghi mettendo in discussione e a confronto ciascuno le proprie pratiche didattiche oltre che la propria idea di scuola.
Così dovrebbe essere, a mio avviso, un ambiente di apprendimento: marcato dalle convinzioni, dalle passioni, dalla ricerca delle informazioni anche normative utili al confronto sugli obiettivi dell’insegnamento delle discipline e sulle finalità dell’istruzione per la condivisione e le scelte conseguenti. I risultati provinciali delle prove VALXVAL, che sono ampiamente declinati nel contributo del professor Tornaghi, non si discostano sostanzialmente dagli esiti nazionali INValSI; viene a cadere pertanto la preoccupazione, spesso avanzata anche dagli interessati a giustificazione delle non buone performance delle scuole, di quanti ritengono che le prove devono essere contestualizzate.
Nello stesso tempo i risultati dimostrano che i docenti, nella formulazione e selezione degli item, hanno tenuto conto, condividendoli, degli obiettivi fissati a livello nazionale piuttosto che indugiare sulle difficoltà dei loro allievi.
Sarebbe interessante riflettere ancora sulle modalità di costruzione degli item e sul significato della selezione fino alla costruzione delle batterie finali da somministrare.
Mi limito a registrare che i docenti della scuola primaria hanno individuato senza difficoltà gli argomenti su cui andare costruire gli item agevolati in questo compito dal fatto che la scuola primaria, nata dai programmi dell’85, è fortemente disciplinarista.
Viceversa per i docenti delle Scuole Secondarie di 2° grado, soprattutto di italiano, individuare gli argomenti comuni per la costruzione delle batterie degli item è stato un percorso piuttosto faticoso.
Si registrava una grande libertà di spaziare nel vasto campo della letteratura e della linguistica senza neppure una distinzione fra biennio e triennio, pertanto molte parti della letteratura non sono state prese in considerazione. La consultazione, in situazione, dei testi e documenti ministeriali ha solo in parte agevolato il compito, qualche
volta ha creato ulteriori perplessità.
Questa realtà non riguarda solo l’Ogliastra: le batterie somministrate alle scuole di Cagliari per i pretest, indispensabili per validare i test finali, hanno registrato che alcuni contenuti delle aree disciplinari, su cui avevano trovato l’accordo i docenti dell’Ogliastra, non sono stati trattati da un certo numero di docenti della provincia di
Cagliari.
L’impressione è che nella Scuola secondaria di primo e secondo grado si sia attenuata l’attenzione verso i contenuti delle discipline e dei saperi per privilegiare le tecniche dell’insegnamento in quanto ritenute più idonee a garantire il raggiungimento dei concomitanti obiettivi di carattere sociale e professionale.
La separazione tra le conoscenze e il senso che esse hanno è forse il sintomo più grave e diffuso della carenza culturale ed educativa; invece se la conoscenza è intesa come approccio alla realtà essa ha un senso fondamentalmente educativo. Infatti le discipline sono punti di vista sul mondo e hanno lo scopo di educare alle scelte e di aiutare i giovani a incontrare più consapevolmente la realtà nel rispetto della formazione integrale della persona, in adesione alla stessa impostazione Costituzionale che vede lo sviluppo della personalità e la pienezza della cittadinanza nel valore-lavoro.
Pertanto occorre recuperare il senso dell’esperienza scolastica restituendo unitarietà a educazione e formazione e educazione e istruzione; compito della scuola e dei docenti è quello di fare apprezzare l’esperienza educativa come tensione conoscitiva e la cultura come bene primario anche per comprendere e ricomprendere il proprio universo cognitivo e simbolico.
L’esperienza come modalità di conoscenza, il condiviso pensiero che la scuola è tenuta ed è capace di dare alle nuove generazioni i fondamenti valoriali di base, hanno accompagnato e sostenuto l’impegno del gruppo di ricerca/azione.
Questa fase del Progetto è stata di grande soddisfazione professionale e ricchezza umana per l’alta qualità degli scambi culturali e delle relazioni intercorse e così è stato anche per i docenti che hanno partecipato alle attività di laboratorio, visto che i bidelli hanno dovuto spesso pazientare per chiudere la scuola la sera oltre le ore 20,00.
In particolare la disponibilità, l’accoglienza della dirigente, dott.ssa Rosanna Alfieri e del personale docente, tecnico e ausiliario dell’IPSA di Tortolì - dove abbiamo realizzato tutte le attività laboratoriali potendo disporre di tutti gli spazi necessari e le attrezzatura compresa l’aula computer e la presidenza - hanno contribuito a farci sentire un team collaborativo i cui componenti sentivano di concorrere, ciascuno con il proprio ruolo, alla realizzazione di un progetto condiviso.
Sappiamo che un buon insegnamento è decisamente importante per il miglioramento dei risultati degli studenti, sono invece poco chiari i fattori che rendono buono un insegnamento.
Dan Goldhaber, in “ Il mistero del buon insegnamento”, insiste sui fattori esplicativi dell’effetto degli insegnanti sugli studenti; quelli inosservabili - entusiasmo, autostima, passione, talento, capacità di trasmettere conoscenze e competenze, attenzione alle attitudini - incidono, secondo i suoi studi, per il 97%, mentre quelli osservabili - tipo di istruzione, specializzazione, anni di esperienza, certificazioni conseguite - incidono solo per il 3%.
Risulta evidente la responsabilità assegnata ai docenti, pertanto l’organizzazione scolastica deve dare molta forza e identità alle persone dentro le istituzioni; nei decenni passati noi abbiamo vissuto anche un tempo di omologazione, non era contemplata la valorizzazione delle persone. È successo un po’ quello che succedeva tra gli studenti, la scuola era vista come un’entità in cui nessuna personalità doveva emergere, anzi per certi versi alcune personalità, in qualche modo, venivano contenute. In una scuola che si qualifica come istituzione per l'apprendimento, le risorse umane costituiscono un capitale di grande valore, determinante per i suoi fini istituzionali.
In Ogliastra c’è un gruppo di docenti competenti, ricchi di energia e di entusiasmo, si tratta proprio di valorizzarli e di aiutarli ad essere punta trainante rispetto agli altri colleghi; perché è chiaro che all’interno della scuola poi ci sono varie tipologie di docenti, senza togliere dignità e comprensione per tutte le situazioni, però diciamo che è
strategico fare riferimento a un gruppo trainante.
Compito del Progetto VALXVAL è anche quello di:
- Valorizzare i docenti offrendo l’opportunità di lavorare insieme in vista di un bene comune, incoraggiando decisioni libere e allo stesso tempo esigenti sul piano dell’impegno.
- Trovare strategie rivolte alla valorizzazione della persona in un processo di formazione continua come riadeguamento. professionale all’innovazione.
- Promuovere competenze a creare delle risorse esperte nel territorio.
Compito essenziale per il supporto alle scuole, è quello di consolidare competenze in sede territoriale e garantire delle professionalità utili anche ad altre realtà scolastiche. Questo significa che il progresso delle singole scuole non si dà se non migliora l’intero sistema; le scuole dovrebbero lavorare in collaborazione, integrando le loro energie; il Progetto è attento anche a questo aspetto collaborando e consolidando la Rete delle scuole dell’Ogliastra di recente costituzione.
Il Progetto VALXVAL sta mettendo in campo azioni che facciano uscire il dibattito, sulla dispersione scolastica e sulla valutazione, dalla dimensione delle affermazioni di senso comune con una ricerca/azione centrata sulla figura del docente riflessivo e sulla centralità del rinnovamento metodologico/didattico e di innovazione dei contenuti.
Inoltre, attribuisce grande rilevanza al ruolo e alle azioni dei dirigenti che, a loro volta, devono perseguire la finalità del miglioramento con il massimo dell’energia, infondere dentro e fuori la scuola la convinzione che tutti i ragazzi possono raggiungere buoni livelli di apprendimento.
Questo asse prioritario è sorretto dalla collaborazione tra Scuola e Provincia per interagire con le altre strutture/azioni del territorio: Osservatorio, Reti di scuole per attivare relazioni cooperative; Patti Territoriali per un ruolo attivo nelle relazioni con attori esterni.
La formazione ha lasciato poco spazio alla lezione frontale, indispensabile durante gli incontri con l’esperto di statistica; per il resto è stata privilegiata la formazione in situazione degli otto gruppi in laboratori operativi finalizzati alla creazione degli item.
I docenti referenti e disciplinaristi, hanno svolto oltre cinquanta ore di attività nei laboratori provinciali, perlopiù senza compensi aggiuntivi.
Dalla prima fase di raccolta, in ciascuna scuola, di elenchi di argomenti compresi nel programma, alla successiva formulazione, da parte di ciascuno, di tre /quattro item per ciascun argomento prescelto, con differente livello di difficoltà, fino alla prima selezione delle batterie da validare, abbiamo vissuto, per alcuni mesi, in un clima di eccitante fermento culturale.
Perché ragionare su circa 120 item raccolti per ogni disciplina per le classi prescelte in ogni ordine di scuola per arrivare, attraverso la selezione ragionata, a un massimo di 50 per batteria utili per il pretest, seguendo i criteri indicati dell’esperto, ha significato condividere gli indicatori di valutazione per pervenire al risultato prefissato e soprattutto trovare un accordo con i colleghi mettendo in discussione e a confronto ciascuno le proprie pratiche didattiche oltre che la propria idea di scuola.
Così dovrebbe essere, a mio avviso, un ambiente di apprendimento: marcato dalle convinzioni, dalle passioni, dalla ricerca delle informazioni anche normative utili al confronto sugli obiettivi dell’insegnamento delle discipline e sulle finalità dell’istruzione per la condivisione e le scelte conseguenti. I risultati provinciali delle prove VALXVAL, che sono ampiamente declinati nel contributo del professor Tornaghi, non si discostano sostanzialmente dagli esiti nazionali INValSI; viene a cadere pertanto la preoccupazione, spesso avanzata anche dagli interessati a giustificazione delle non buone performance delle scuole, di quanti ritengono che le prove devono essere contestualizzate.
Nello stesso tempo i risultati dimostrano che i docenti, nella formulazione e selezione degli item, hanno tenuto conto, condividendoli, degli obiettivi fissati a livello nazionale piuttosto che indugiare sulle difficoltà dei loro allievi.
Sarebbe interessante riflettere ancora sulle modalità di costruzione degli item e sul significato della selezione fino alla costruzione delle batterie finali da somministrare.
Mi limito a registrare che i docenti della scuola primaria hanno individuato senza difficoltà gli argomenti su cui andare costruire gli item agevolati in questo compito dal fatto che la scuola primaria, nata dai programmi dell’85, è fortemente disciplinarista.
Viceversa per i docenti delle Scuole Secondarie di 2° grado, soprattutto di italiano, individuare gli argomenti comuni per la costruzione delle batterie degli item è stato un percorso piuttosto faticoso.
Si registrava una grande libertà di spaziare nel vasto campo della letteratura e della linguistica senza neppure una distinzione fra biennio e triennio, pertanto molte parti della letteratura non sono state prese in considerazione. La consultazione, in situazione, dei testi e documenti ministeriali ha solo in parte agevolato il compito, qualche
volta ha creato ulteriori perplessità.
Questa realtà non riguarda solo l’Ogliastra: le batterie somministrate alle scuole di Cagliari per i pretest, indispensabili per validare i test finali, hanno registrato che alcuni contenuti delle aree disciplinari, su cui avevano trovato l’accordo i docenti dell’Ogliastra, non sono stati trattati da un certo numero di docenti della provincia di
Cagliari.
L’impressione è che nella Scuola secondaria di primo e secondo grado si sia attenuata l’attenzione verso i contenuti delle discipline e dei saperi per privilegiare le tecniche dell’insegnamento in quanto ritenute più idonee a garantire il raggiungimento dei concomitanti obiettivi di carattere sociale e professionale.
La separazione tra le conoscenze e il senso che esse hanno è forse il sintomo più grave e diffuso della carenza culturale ed educativa; invece se la conoscenza è intesa come approccio alla realtà essa ha un senso fondamentalmente educativo. Infatti le discipline sono punti di vista sul mondo e hanno lo scopo di educare alle scelte e di aiutare i giovani a incontrare più consapevolmente la realtà nel rispetto della formazione integrale della persona, in adesione alla stessa impostazione Costituzionale che vede lo sviluppo della personalità e la pienezza della cittadinanza nel valore-lavoro.
Pertanto occorre recuperare il senso dell’esperienza scolastica restituendo unitarietà a educazione e formazione e educazione e istruzione; compito della scuola e dei docenti è quello di fare apprezzare l’esperienza educativa come tensione conoscitiva e la cultura come bene primario anche per comprendere e ricomprendere il proprio universo cognitivo e simbolico.
L’esperienza come modalità di conoscenza, il condiviso pensiero che la scuola è tenuta ed è capace di dare alle nuove generazioni i fondamenti valoriali di base, hanno accompagnato e sostenuto l’impegno del gruppo di ricerca/azione.
Questa fase del Progetto è stata di grande soddisfazione professionale e ricchezza umana per l’alta qualità degli scambi culturali e delle relazioni intercorse e così è stato anche per i docenti che hanno partecipato alle attività di laboratorio, visto che i bidelli hanno dovuto spesso pazientare per chiudere la scuola la sera oltre le ore 20,00.
In particolare la disponibilità, l’accoglienza della dirigente, dott.ssa Rosanna Alfieri e del personale docente, tecnico e ausiliario dell’IPSA di Tortolì - dove abbiamo realizzato tutte le attività laboratoriali potendo disporre di tutti gli spazi necessari e le attrezzatura compresa l’aula computer e la presidenza - hanno contribuito a farci sentire un team collaborativo i cui componenti sentivano di concorrere, ciascuno con il proprio ruolo, alla realizzazione di un progetto condiviso.

